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Andrea cammina dopo la paralisi

28 Maggio 2025
Categoria:

«Non ricordavo di essere così alto»

L'intervento al San Raffaele. «Primo caso al mondo con quella lesione del midollo»

di Ruggiero Corcella

Corriere della Sera – 28 maggio 2025

L'incidente e la diagnosi

Ha ripreso a camminare dopo un brutto incidente che lo aveva costretto sulla sedia a rotelle. Il protagonista è Andrea Scotti, 34 anni, di Ceto (Brescia), che lavora sulle montagne.

Domenica 13 ottobre 2019, alle ore 8, Andrea è saltato da un carrello elevatore che si stava ribaltando nel vuoto. La diagnosi è stata una lesione midollare traumatica a livello T11-T12 estesa al cono midollare (la porzione terminale del midollo spinale), che causava un grave deficit motorio dovuto al danno del sistema nervoso sia centrale che periferico.

Dopo l'incidente e un intervento d'urgenza agli Spedali Civili di Brescia, Andrea era tornato a casa e aveva ripreso a lavorare, seppur in carrozzina. Grazie alla fisioterapia aveva recuperato forma fisica, pur non potendo più correre in mountain bike o sciare come prima.

 

L'intervento pionieristico al San Raffaele

La svolta è arrivata grazie alla determinazione della madre Margherita, che ha cercato una soluzione per rimetterlo in piedi. Andrea è stato inserito in un protocollo sperimentale presso l'IRCCS San Raffaele di Milano, guidato dal professor Pietro Mortini.

Il 23 novembre 2023, Andrea è stato sottoposto a un intervento unico al mondo per quella specifica lesione:

  • Gli è stato impiantato un sistema di neurostimolazione midollare con 32 elettrodi.
  • La stimolazione ha permesso di "riaccendere" i circuiti nervosi residui, in particolare quelli che controllano i muscoli del tronco e i flessori dell'anca.
  • Questo è essenziale per il recupero della postura e della camminata.

Il recupero e il ritorno alla vita

La prima cosa che Andrea ha detto quando lo hanno rimesso in piedi è stata: «Non ricordavo di essere così alto».

Sei mesi dopo l'intervento, Andrea camminava autonomamente per un chilometro con l'ausilio di un deambulatore e dei tutori. Oggi dichiara orgoglioso di percorrerne due e ha persino partecipato alla Wings for Life World Run.

Andrea sottolinea l'importanza di accettare la propria condizione senza fare "castelli in aria", aggiungendo che il resto è questione di carattere e voglia di mettersi in gioco. Consiglierebbe l'intervento a chiunque si trovi nella sua situazione perché «non c'è nulla da perdere e tanto da guadagnare» ; ha già convinto un amico paralizzato a sottoporsi allo stesso percorso.

 

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