Prof. Pietro MORTINI

Il cervello è diviso in sezioni chiamate lobi – frontale, temporale, occipitale e parietale. Quando l’origine delle crisi ricorrenti può essere ricondotta al lobo temporale, si parla di epilessia del lobo temporale. L’epilessia del lobo temporale può essere causata da un danno al cervello, come un danno traumatico o un’infezione. Ci sono molte altre cause, tra le quali i tumori cerebrali, le malformazioni vascolari e le anomalie dello sviluppo.
Sintomi
Le crisi parziali (focali) possono verificarsi in pazienti di qualsiasi età, con o senza aura (un sintomo neurologico, come un senso di paura, un odore sgradevole o un cambiamento nella percezione), e possono avere una varietà di sintomi, tra cui clonie, movimenti anomali e sensazioni anomale. A volte queste crisi parziali possono progredire fino a crisi generalizzate che interessano tutto il cervello.
La sclerosi temporale mesiale solitamente determina un’epilessia parziale (o focale). Questo disordine epilettico può causare una varietà di sintomi tra i quali strane sensazioni, cambiamenti nel comportamento o nelle emozioni, spasmi muscolari, o convulsioni. Le crisi di solito sono localizzate, ma possono diffondersi e diventare crisi generalizzate, che coinvolgono l’intero cervello e possono causare un’improvvisa perdita di vigilanza o coscienza.
Diagnosi
Le tecniche diagnostiche, come l’elettroencefalogramma (EEG), la video-EEG telemetria (vEEG), la tomografia computerizzata (TC), la risonanza magnetica (RMN), la tomografia ad emissione di positroni (PET), e la tomografia computerizzata ad emissione di singolo fotone (SPECT), sono utilizzate per valutare e visualizzare le anomalie e i problemi strutturali connessi con l’epilessia che possono essere gli obiettivi della chirurgia. I test funzionali, tra i quali i test neuropsicologici, la risonanza magnetica funzionale (fMRI), e il WADA test, possono essere utilizzati prima dell’intervento chirurgico per definire le regioni vitali del cervello e i rischi associati con la rimozione della zona epilettica.
Trattamento
Anche se alcuni pazienti possono controllare le crisi epilettiche con la terapia farmacologica anticomiziale, l’epilessia del lobo temporale è una condizione che spesso è trattabile con un intervento chirurgico. Poiché le crisi sono localizzate e hanno una sede identificabile nel cervello, la rimozione di tutto o di parte del lobo temporale, chiamata lobectomia temporale, spesso può risolvere del tutto le convulsioni.
La lobectomia temporale è la più comune chirurgia dell’epilessia ed è associata ad alti tassi di successo e bassi tassi di complicanze. Uno studio recente ha registrato un tasso di successo (definito dal numero di pazienti senza crisi per un anno) vicino al 60 per cento, a fronte dell’8 per cento per i pazienti trattati solo con la terapia farmacologica. L’esperienza clinica e la selezione accurata dei pazienti possono far aumentare ulteriormente questa percentuale. Altri studi hanno riportato tassi di successo più elevati per i pazienti con epilessia del lobo temporale accuratamente selezionati.
Alcuni medici considerano ancora la lobectomia temporale una procedura estrema, considerando il rischio degli effetti collaterali, tra cui la perdita di memoria, i disturbi visivi e i cambiamenti emotivi, associati alla rimozione del tessuto cerebrale. Tuttavia, tali effetti collaterali sono ridotti al minimo da un’accurata selezione dei pazienti e una serie di test neurologici che indicano dove la localizzare la resezione per ridurre al minimo gli effetti sulla funzione neurologica. Inoltre, gli esperti affermano che la parte del cervello che viene rimossa già si comporta in modo anomalo, e quindi la sua rimozione non ha un effetto negativo sulla funzione cerebrale.