Prof. Pietro MORTINI

In molte cliniche, l‘ecografia intraoperatoria viene utilizzata come metodo di routine in neurochirurgia. La disponibilità di sonde sterilizzabili in diverse forme e dimensioni consente di esaminare l’approccio ottimale al sito.

La scansione del campo intraoperatorio consente l’imaging di routine dell’intera anatomia degli spazi intracranici e spinali. Quasi tutti i processi patologici possono essere localizzati con precisione. Le cavità piene di fluidi come ventricoli, cisti aracnoidali, gliomi cistici di basso grado sono mostrate come regioni di bassa intensità dell’eco.

Altri processi patologici sono solitamente individuati grazie alle loro caratteristiche iperecogene: l’edema cerebrale ha una maggiore riflessione rispetto al normale tessuto cerebrale; quasi tutti i tumori cerebrali sono ampiamente ecogeni, l’immagine consente una classificazione preliminare ad es. di gliomi.

Al termine di una rimozione di una lesione intracerebrale del tumore (ad es. Glioma) è possibile verificare se sia stata raggiunta una resezione radicale.

I processi vascolari come aneurismi e angiomi sono ben definiti dalle caratteristiche della parete e della perfusione. I vasi sanguigni possono essere facilmente identificati con studi color-doppler o con l’utilizzo del mezzo di contrasto intravascolare.

La guida ecografica consente anche un approccio microchirurgico più minuziosamente dettagliato; cisti e disturbi della circolazione del liquido cerebrospinale possono essere trattati con un semplice cateterismo monitorato con ultrasuoni.

Anche la biopsia stereotassica può essere spesso sostituita.

Le complicanze, come le emorragie, possono inoltre riconosciute e trattate immediatamente.

IMG_1651