Prof. Pietro MORTINI

I disturbi su base degenerativa della colonna vertebrale rappresentano un gruppo di condizioni che comportano la perdita della normale struttura e funzione della colonna vertebrale. Questi disturbi sono comuni ed associati agli effetti dell’invecchiamento, ma possono anche essere causati da infezioni, tumori, patologie muscolari o artrite.

La compressione del midollo spinale e delle radici nervose in caso di degenerazione spinale può essere causata da uno spostamento del disco intervertebrale o da un’ernia discale; da una stenosi del canale vertebrale, un restringimento del canale spinale; o dall’osteoartrite, la degenerazione cartilaginea a livello delle articolazioni della colonna vertebrale.

Cause

I dischi che si trovano tra le ossa della colonna vertebrale sono costituiti da cartilagine, tessuto fibroso e acqua. Con l’età questi dischi si possono indebolire e possono appiattirsi, disidratarsi o erniare. L’ernia del disco, una causa comune di dolore associato alla degenerazione della colonna vertebrale, si verifica quando la parte fibrosa di un disco si indebolisce ed il nucleo polposo del disco intervertebrale vi ernia attraverso, comprimendo i nervi circostanti. Inoltre, una degenerazione del disco intervertebrale può anche causare sporgenze ossee che possono mettere ulteriore pressione sul midollo spinale.
La stenosi spinale, o restringimento del canale vertebrale, è una condizione potenzialmente più grave di malattia degenerativa del disco. Poiché il canale spinale si riduce, la colonna vertebrale e i nervi possono essere significativamente compressi ed irritati, causando sia mal di schiena che dolore irradiato ad altre parti del corpo, a seconda della localizzazione della compressione sui nervi.

Sintomi

I sintomi principali dei disturbi su base degenerativa della colonna vertebrale sono il dolore acuto e / o cronico alla schiena e debolezza, limitazione nei movimenti, e perdita di sensibilità alle gambe. Se la degenerazione spinale porta alla compressione o a lesioni del midollo spinale, la debolezza e la limitazione nei movimenti può essere più importante. Si possono verificare anche la perdita della funzione della vescica e dell’intestino e problemi della funzione sessuale man mano che il problema peggiora. La specificità dei sintomi dipende spesso dalla localizzazione strutturale del problema a livello della colonna vertebrale.
Diagnosi
La diagnosi spesso comincia con una radiografia della colonna vertebrale, che non studia la morfologia dei dischi intervertebrali, ma è in grado di mostrare le altre variazioni ossee della colonna vertebrale. La risonanza magnetica (RM) è il principale mezzo di diagnosi perché è in grado di mostrare il disco nel dettaglio e consente ai medici di vedere i nervi e lo spazio del canale spinale e il modo in cui questi sono interessati dalla malattia. Anche la tomografia computerizzata (TC) è di ausilio nella diagnosi. Tuttavia, la diagnosi dei problemi vertebrali, anche dopo l’esecuzione della risonanza magnetica, può essere difficile per la presenza di reperti che non correlano bene con sintomi dei pazienti.

Trattamento

Il trattamento dei disturbi su base degenerativa della colonna vertebrale dipende dalla gravità della condizione patologica. Nella maggior parte dei casi, il problema non è talmente grave da richiedere un trattamento invasivo. La prima linea di trattamento è la modifica dello stile di vita, la somministrazione di farmaci antidolorifici per via orale e la terapia fisica atta al rinforzo dei muscoli della schiena ed al miglioramento della flessibilità e della gamma dei movimenti. In più possono essere di aiuto altre terapie, come ad esempio le iniezioni epidurali di steroidi o farmaci antidolorifici, per isolare la fonte del dolore e dare un sollievo temporaneo, al fine di rendere la terapia fisica più efficace in quei pazienti con dolore severo. Le procedure non invasive o minimamente invasive forniscono sollievo dal dolore nella stragrande maggioranza dei pazienti.

La chirurgia può eventualmente essere necessaria quando la condizione progredisce. L’intervento chirurgico è indicato in pazienti con dolore cronico grave, deficit dei nervi e la perdita di controllo della vescica e dell’intestino. Inoltre, la chirurgia può essere presa in considerazione nei pazienti che non hanno risposto al trattamento meno invasivo e in pazienti che hanno una anomalia strutturale identificabile che può essere efficacemente corretta. Le procedure chirurgiche utilizzate variano a seconda del tipo di condizione e della sua gravità. In alcuni pazienti, l’ ernia del disco può essere rimossa chirurgicamente ripristinando la normale anatomia. In altri pazienti il disco che causa dolore o la compressione sul midollo spinale deve essere rimossa chirurgicamente. Nei pazienti con stenosi spinale per esempio, solo l’intervento chirurgico per rimuovere la compressione sul midollo spinale può fornire sollievo dai sintomi per lunga durata. Le vertebre possono anche necessitare di essere stabilizzate attraverso un processo chiamato fusione spinale. Per stabilizzare la colonna vertebrale vengono utilizzati dei dispositivi metallici e poi del tessuto osseo prelevato da un’altra parte del corpo o da una banca dell’osso viene impiantato per favorire la crescita dell’osso lungo tutto il tratto interessato. Il processo di ossificazione può essere favorito anche attraverso proteine morfogenetiche dell’osso, un prodotto biologico che stimola la creazione di nuovo tessuto osseo. I risultati della chirurgia di solito sono eccellenti e la maggior parte dei pazienti può tornare ad una vita normale in poche settimane.

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