Prof. Pietro MORTINI

Le malformazioni arterovenose sono costituite da un groviglio di vasi sanguigni anomali. Le malformazioni limitano o alterano il flusso di sangue e sono associate alla degenerazione dei neuroni circostanti.

Normalmente, il sangue scorre dalle grandi arterie fino alle più piccole arterie – che si definiscono capillari – per poi passare nel compartimento venoso di dimensioni nuovamente crescenti e raggiungere nuovamente il cuore.

I capillari sono i piccoli vasi che trasportano il sangue ricco di ossigeno ai tessuti e portano via i prodotti di scarto.

Nelle malformazioni arterovenose (MAV), il sangue scorre direttamente dalle arterie alle vene senza passare attraverso i capillari. Le MAV sono rare; negli Stati Uniti vengono identificati 2500 nuovi casi di MAV sintomatiche ogni anno, non è dato di sapere quante persone siano realmente portatrici di tali malformazioni.

Sintomi

I sintomi compaiono tipicamente nella mezza età e un po’ più frequentemente negli uomini rispetto alle donne. Quando le MAV diventano sintomatiche, tuttavia, spesso si presentano con quadri estraetemene critici e gravi.

I sintomi più frequenti di una MAV sono emorragici. L’emorragia cerebrale è una grave emergenza neurologica intracranica. Il 50-75% dei pazienti portatori di una MAV scoprirà di avere un MAV solo dopo il suo sanguinamento.

Un altro sintomo comune è la crisi epilettica, questo accade più frequentemente nei pazienti con grandi MAV.

Il mal di testa è anche comunemente associato alle MAV.

Diagnosi

L’angiografia, è una procedura che fornisce un’immagine del flusso del sangue all’interno dei vasi del cervello, è lo strumento diagnostico più importante per diagnosticare una MAV; questo esame fornisce importanti informazioni sia sulla sua posizione sia sulla sua struttura.

Angiografie ultraselettive possono anche essere eseguite per fornire maggiori dettaglio qualora necessario. Anche la Tomografia Computerizzata (TC) e la Risonanza Magnetica (RM) spesso vengono utilizzate per la diagnosi.

Trattamento

La decisione di trattare un MAV cerebrale dipende dalla sua posizione, dal suo rischio di produrre ulteriori complicazioni nel futuro se non vengono curate e il rischio di deficit neurologici che possono esitare dal loro trattamento. Esistono numerose strategie, chirurgiche e non, che possono essere utilizzate anche in combinazione, per il trattamento delle MAV.

1. Senza entrare nel cranio, i neurochirurghi possono utilizzare la Radiochirurgia Stereotassica (radioterapia altamente selettiva). Questa tecnica è indicata per le MAV con piccoli nidus ed è efficace e risolutiva fino all’80%. La radiochirurgia permette l’obliterazione completa delle MAV in un periodo di 1-3 anni dal il trattamento, a patto che venga somministrata una dose consona di radiazioni, gli effetti collaterali sono generalmente modesti e limitati. Si tratta di una tecnica che richiede personale altamente qualificato e competente ed ospedali con attrezzature molto avanzate- Gamma Knife o acceleratori lineari – di solito è disponibile solo in Ospedali di riferimento.

2. Un altro approccio, l’embolizzazione endovascolare, prevede l’inserimento di un catetere attraverso l’arteria femorale nell’inguine. Il catetere viene guidato lungo il sistema circolatorio fino alla MAV, dove fornisce una sorta di “collante” che chiude o blocca il flusso di sangue, ripristinando così la normale circolazione. L’embolizzazione può essere talvolta utilizzata prima di un intervento chirurgico in casi selezionati: può per esempio ridurre le dimensioni di una grande MAV per consentirne il trattamento radiochirurgico oppure riducendone alcune porzioni difficilmente raggiungibili chirurgicamente.

3. La resezione microchirurgica della MAV, strategia in cui i chirurghi entrano nel cranio per rimuovere i vasi anomali, talvolta può essere più sicura e più efficace dopo l’embolizzazione.

Le MAV sono lesioni complesse e dovrebbero essere affrontate in centri di alta specializzazione da esperti.

MAV GKRS

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