Prof. Pietro MORTINI

All’ interno del cerverllo vi sono diversi ventricoli, o cavità, che sono riempiti da un liquido trasparente definito liquor o liquido cerebrospinale o liquido cefalorachidiano. Il liquor, che circonda l’ intero nevrasse, aiuta a supportare e fa da “cuscinetto” pe ril tessuto nervoso. I tumori che si sviluppano all’ interno dei ventricoli sono conosciuti come tumori intraventricolari e possono originare da differenti tipi cellulari. Possono essere astrocitomi, derivanti da cellule di supporto nervoso; meningiomi, derivanti dal rivestimento protettivo del tessuto nervoso; ependimomi che derivano dalla stessa parete interna dei ventricoli; cisti colloidi e craniofaringiomi, i quali originano da cellule immature; o altri tumori cerebrali. Tutto considerato, I tumori intraventricolari costituiscono il 10% dei tumori a carico del sistema nervoso centrale.

Sintomi

I tumori intraventicolari sono particolarmente significativi dal momento che spesso ostruiscono la circolazione liquorale. Quando il flusso liquorale è ostruito, si costituisce una condizione nota con il nome di idrocefalo ostruttivo. Nei pazienti affetti da idrocefalo, il volume di liquido nei ventricoli aumenta, esercitando pressione a carico del tessuto cerebrale circostante e determinando così cefalea, nausea, alterazioni dello stato di coscienza, disturbi del visus e morte. I tumori intraventricolari possono causare ulteriori sintomi a seconda della loro localizzazione, quali crisi convulsive, debolezza o intorpidimento degli arti, disturbi del linguaggio, cambi graduali del comportamento e della personalità e disturbi di memoria.

Diagnosi

Gli approfondimenti iconografici sono essenziali nella diagnosi dei tumori intraventricolari. Allo stato dell’ arte, la Risonanza Magnetica è la migliore modalità di immagine disponibile. Studi di TAC cerebrale possono essere usati, in particolare per valutare presenza ed entità dell’ idrocefalo. Per ciascuno studio, un agente che fornisce contrasto alle immagini viene somministrato al paziente per via endovenosa in modo da permettere al neurochirurgo di visualizzare il tumore in risalto rispetto al tessuto sano circostante. In alcuni casi I neurochirurghi possono utilizzare uno studio di risonanza magnetica con guida stereotassica. Per eseguire questo studio, viene eseguita una risonanza magnetica con contrasto dopo che speciali marcatori (denominati fiduciali) sono stati posizionati sullo scalpo del paziente. I fiduciali vengono elaborati da un computer che calcola la localizzazione del tumore e crea una ricostruzione tridimensionale. Questa immagine viene successivamente utilizzata durante l’ intervento neurochirurgico in modo da definire con precisione la localizzazione del tumore, massimizzarne la resezione e minimizzare il danno a carico del tessuto sano circostante.

Trattamento

Il trattamento tradizionale dei tumori intraventricolari spesso inizia dalla riduzione della pressione causata dall’ ostruzione del circolo liquorale. La resezione tumorale, il trattamento principale dei tumori intraventricolari, può alleviare la pressione e, al contempo, rimuovere l’ ostacolo alla circolazione liquorale. In alcuni casi, il fluido in eccesso deve essere drenato prima della chirurgia. Questo può essere ottenuto mediante il posizionamento di una derivazione , un catetere impiantabile che permette la fuoriuscita di liquido in eccesso alla volta di altre porzioni corporee o all’ interno del cervello. La chirurgia endoscopica, in cui strumenti e videocamera vengono inseriti attraverso una piccola incisione, è utile per I tumori intraventricolari per diverse ragioni. Il liquor è limpido, e rende facile per il neurochirurgo la visualizzzione del tumore attraverso la videocamera inserita. Inoltre, dal momento che questi tumori possono originare da una grande varietà di tipi cellulari, una biopsia tissutale si rende spesso necessaria. Tramite la neurochirurgia endoscopica, questo può essere possibile senza la necessità di eseguire una craniotomia. Per finire, I tumori intraventricolari possono risultare difficili da raggiungere utilizzando le tecniche neurochirurgiche convenzionali, una limitazione che non si applica alla neurochirurgia endoscopica.

Una biopsia eseguita prima o dopo la chirurgia, verrà esaminata al microscopio in modo da determinare il tipo tumorale ed il suo grado di malignità, in modo da definire l’ iter successivo. Dopo la chirurgia, I pazienti possono essere trattati con chemioterapia o radioterapia o entrambe. Inoltre, alcuni tumori di dimensioni più ridotte possono essere trattati in maniera efficace con la radiochirurgia stereotassica, che utilizza un fascio di radiazioni di estrema precisione in modo da colpire in modo specifico le cellule tumorali e da non creare effetti collaterali a carico del parenchima cerebrale circostante.

Intraventricular Tumors