Prof. Pietro MORTINI

Gli astrocitomi sono il tipo più comune di glioma, tumore che origina dalle cellule gliali, le cellule che costituiscono il tessuto di supporto cerebrale. Il termine astrocitoma deriva dal tipo di cellule gliali (chiamate astrociti). La metà di tutti i tumori primitivi cerebrali derivano dalle cellule gliali e tre quarti dei gliomi sono raprresentati da astrocitomi.

Gli astrocitomi possono essere di “basso grado”, o tumori a crescita lenta; i sintomi associati si sviluppano in un lungo periodo di tempo. Essi rappresentano circa il 10-15% di tutti i gliomi, generalmente si riscontrano in pazienti giovani e hanno una prognosi favorevole. Sfortunatamente gli astrocitomi di basso grado si presentano meno frequentemente rispetto alle loro controparti maligne.

Sintomi

I sintomi iniziali dei tumori cerebrali, quali mal di testa e nausea, sono di solito il risultato di un aumento della pressione endocranica secondaria all’effetto massa del tumore o ad una alterata dinamica del liquido cerebrospinale che circonda il cervello e il midollo spinale. Le cellule gliali sono ampiamente distribuite in tutto il sistema nervoso centrale, per cui questi tumori possono insorgere in una varietà di sedi diverse, provocando pertanto una varietà di altri sintomi. A seconda della sede della massa, i gliomi possono causare convulsioni, debolezza o intorpidimento degli arti, disturbi del linguaggio, visione offuscata o doppia, cambiamenti graduali dell’umore o della personalità e perdita di memoria.

Diagnosi

Gli studi di imaging sono la componente chiave nella diagnosi dei gliomi. Attualmente la risonanza magnetica (MRI) è la migliore modalità disponibile di diagnostica per immagini. La tomografia computerizzata (TC) viene comunque utilizzata. In entrambe le metodiche un mezzo di contrasto viene somministrato per via endovenosa in modo da permettere al neurochirurgo di visualizzare il tumore distinto dal cervello normale. In alcuni casi i neurochirurghi possono utilizzare la risonanza magnetica con guida stereotassica ai fini della pianificazione preoperatoria. Per questo studio viene eseguita una RM con contrasto ad alta risoluzione, talvolta con l’ausilio di marcatori speciali (denominati fiducial) adesi al cuoio capelluto del paziente. La risonanza magnetica viene elaborata da un computer che crea un modello tridimensionale dell’encefalo. Questo può essere utilizzato in sala operatoria per ridurre al minimo la dimensione della craniotomia, massimizzare la rimozione del tumore, e minimizzare i danni al cervello circostante.

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