Prof. Pietro MORTINI

La colonna vertebrale è costituita da 33 vertebre separate da dischi spugnosi e classificate in quattro aree distinte. La zona cervicale (collo) è costituita da sette vertebre; la colonna vertebrale toracica è composto da 12 vertebre; la porzione lombare è costituita da cinque segmenti; completano il quadro cinque ossa sacrali (fuse in un unico osso, l’osso sacro); e quattro ossa coccigee (fuse in un unico osso, il coccige).
Un disco fibroso con un nucleo gelatinoso si interpone tra una vertebra e l’altra. Questi cuscini di cartilagine permettono al corpo di accettare e dissipare il carico su più livelli della colonna vertebrale e sono responsabili della flessibilità necessaria per svolgere le normali attività della vita quotidiana. Per permettere le torsioni, i piegamenti, i movimenti di flesso – estensione del corpo, i dischi intervertebrali cambiano continuamente forma.

Cause

Quando i dischi degenerano, diventando meno elastici a causa dell’età o delle tensione generata sulla schiena, il disco potrebbe prolassare. Questa perdita di ammortizzazione può causare fenomeni di compressione sui nervi locali e causare mal di schiena o male al collo, intorpidimento o formicolio alle braccia, o dolore urente di una o entrambe le gambe. Se il prolasso è grave può danneggiare il midollo spinale. Nel processo di invecchiamento i dischi perdono il loro elevato contenuto di acqua e la loro capacità di ammortizzare le vertebre. Questo processo viene chiamato malattia degenerativa del disco. Il deterioramento dei dischi determina una riduzione della stabilità della colonna vertebrale. Speroni ossei possono svilupparsi come risultato di questa instabilità e possono causare anch’essi fenomeni di compressione sui nervi circostanti causando, perciò, dolore a carico di un arto (gamba / braccio). Il restringimento del canale spinale generato da questi speroni ossei è definita stenosi degenerativa.
All’età di 35 anni, circa il 30% delle persone è affetto da degenerazione del disco in corrispondenza di uno o più livelli. All’età di 60 anni, più del 90% delle persone presenta degenerazione del disco ad uno o più livelli su una MR. In alcuni pazienti, la degenerazione del disco può essere quasi asintomatica; in altri, può portare ad un dolore spinale intrattabile.

Lo strato più esterno dei dischi stessi può rompersi. Quando si verifica ciò l’interno del disco, ossia lo strato gelatinoso, può erniare fuori (erniazione o rottura del disco) e causare una pressione su un nervo adiacente. Se l’ernia si verifica nel collo e provocando di conseguenza una pressione a livello cervicale, può insorgere una sintomatologia dolorosa che si irradia alla spalla e al braccio; se si verifica nella parte bassa della schiena, il dolore prodotto si irradia verso il basso cioè all’anca e alla gamba.

Sintomi

I pazienti con patologia discale a sede cervicale, toracica, lombare presentano sintomi variabili in relazione alla sede del disco erniato e in relazione alla radice che viene compressa. I seguenti sono i sintomi più comuni nella patologia degenerativa del disco lombare:
• mal di schiena intermittente o continuo (puo ‘essere aggravato dal movimento, tosse, starnuti, dall’ortostatismo per lunghi periodi di tempo)
• Spasmo dei muscoli della schiena
• Sciatica – dolore che inizia a sede lombare o in corrispondenza della natica e viaggia lungo la gamba e al polpaccio fino al piede
.• debolezza muscolare nelle gambe
• Intorpidimento a carico della gamba e/o del piede
• Diminuzione dei riflessi al ginocchio o alla caviglia
• Disturbi sfinteriali (alterazioni delle funzioni vescicale o intestinale)
I sintomi della patologia degenerativa del disco lombare può simulare altre malattie o problemi di salute. Consultare sempre il proprio medico per una diagnosi. In rari casi, i pazienti con grandi ernie del disco possono sperimentare debolezza in una estremità o segni di compressione del midollo spinale, come difficoltà di deambulazione, mancanza di coordinazione, o perdita di controllo dell’intestino.

Diagnosi

• Una radiografia della colonna è comunemente effettuata in seguito ad un traumatismo al collo per escludere fratture, lussazioni o instabilità. Se i raggi X mostrano alterazioni degenerative dopo l’infortunio, allora sappiamo che sono antecedenti al traumatismo. Un RX della colonna cervicale può documentare un restringimento congenito del canale spinale cervicale quando presente. Radiografie toraciche e lombari possono evidenziare segni di patologia a carattere degenerativo, come speroni ossei e restringimento dello spazio discale.
• La TAC del rachide è utile per valutare lesioni ossee, ad esempio fratture e / o dislocazione. Protrusioni discali o ernie del disco possono o non possono essere visibili alla TC, e possono oppure no essere correlate ai sintomi del paziente. La TAC è più utile nel mostrare le strutture ossee, e non è un esame ottimale come la risonanza magnetica nel mostrare il midollo spinale, le radici nervose oppure i dischi. La TAC non mostra danni legamentosi op la rottura minore del disco intervertebrale.
• Le scansioni di RM della colonna sono le migliori per studiare il midollo spinale, le radici nervose, il disco intervertebrale ed I legamenti. Tuttavia, i risultati di risonanza magnetica sono di valore solo quando confrontati con i dati clinici, mostrano una correlazione precisa con il quadro del paziente
• La mielografia cervicale consiste nell’esecuzione di una radiografia eseguita dopo l’iniezione di mezzo di contrasto radio-opaco nel liquor (liquido spinale) mediante puntura lombare, ed è seguita da una mielografia TC del rachide (mielo-CT). Fornisce delle immagini dell’interno del canale spinale, e può essere utile nel rivelare rientranze del sacco durale causate da protusioni oppure ernie discali o ancora da speroni ossei che generano dei fenomeni compressivi sul midollo spinale oppure sui nervi. La RM fornisce immagini di qualità superiore del midollo spinale, delle radici nervosa e dei dischi intervertebrali.
• Studi elettrodiagnsotici (EMG e velocità di conduzione nervosa) sono di solito utilizzate per valutare la debolezza a carico dei muscoli delle braccia, mani o gambe. Può distinguere se il deficit stenico è dovuto a fenomeni compressive a carico del nervo, alterazioni del nervo stesso oppure a cause secondarie.

Trattamento

Il trattamento della patologia discale deve essere strettamente adattata al paziente, sulla base di:
• storia e la gravità del dolore
• Assenza oppure presenza di precedenti trattamenti per questo problema e la loro efficacia
• Assenza/presenza di un danno neurologico, come la debolezza di un arto o la perdita dei riflessi

Alcuni dei trattamenti utilizzati includono

• Modifica Attività
• Educazione del paziente sulla corretta meccanica del corpo (per contribuire a diminuire il rischio di peggioramento del dolore o di danni al disco)
• La terapia fisica, che può includere ultrasuoni, massaggi, controllo del peso
• Farmaci (per controllare il dolore e / o per rilassare i muscoli)

La chirurgia per i pazienti con disturbi del disco della colonna vertebrale è di solito riservato a coloro che non hanno beneficiato di un trattamento conservativo della durata di almeno 6-12 settimane. Un’eccezione è rappresentata dal paziente con un deficit neurologico; in questo caso, la decompressione chirurgica deve essere presa velocemente in considerazione, per massimizzare la probabilità di ottenere un recupero neurologico.
Il trattamento chirugico viene eseguito in anestesia generale. Un’incisione viene eseguita nella parte inferiore della schiena in corrispondenza del livello in cui il disco è erniato. Piccoli pezzi d’osso della della colonna vertebrale vengono rimossi per accedere alla zona dove si trova il disco. Tipicamente, la parte erniata del disco ed eventuali porzioni aggiuntive del disco vengono rimossi dallo spazio del disco.
Dopo l’intervento chirurgico,il paziente deve evitare di fare sforzi fisici per diverse settimane. Il medico discuterà con voi tutte le restrizioni necessarie.

Herniated intervertebral disc