Prof. Pietro MORTINI

La nevralgia del trigemino (o tic douloureux) è la sindrome dolorosa cranio-facciale più comune. Solitamente si sviluppa in individui di età superiore ai 50 anni. L’incidenza è di 4/100.000 e rappresenta la sindrome di dolore facciale più comune in questa fascia di età.
Esistono altre sindromi neuropatiche a carico del nervo trigemino che vengono trattate in maniera differente e con percentuali di successo diverse. Raramente, le nevralgie di altri nervi cranici si presentano con una clinica che mima quella della nevralgia trigeminale. Inoltre, è fondamentale distinguere i dolori facciali atipici da queste sindromi neuropatiche per evitare il fallimento delle terapie.
Cause
Le cause sono incerte, ma ci sono significative evidenze che la causa sia rappresentata dalla compressione vascolare del nervo trigemino in prossimità della sua emergenza dal troncoencefalo. Questa può essere causata da rami dell’arteria cerebellare superiore, dell’arteria basilare, o da vene che comprimono il nervo trigemino. Inoltre, la nevralgia trigeminale può essere causata da tumori che esercitano una compressione sul V nervo cranico o dalla sclerosi multipla.
Diagnosi
Anche se la diagnosi rimane basata esclusivamente sulla storia e la sintomatologia, le moderne tecniche diagnostiche, in particolare la risonanza magnetica (RMN) ad alta risoluzione, forniscono preziosi nuovi elementi per la comprensione della fisiopatologia di queste condizioni, con ulteriori implicazioni per la scelta della strategia terapeutica. Nella maggior parte dei casi, all’esame di RMN ad alta risoluzione è chiaramente visibile il conflitto neuro-vascolare, o meno comunemente un tumore o una placca demielinizzante tipica della sclerosi multipla,.
Sintomi
Il dolore della nevralgia trigeminale è classicamente descritto come “lancinante”, o simile a una scossa elettrica. Gli attacchi sono in genere brevi, della durata di uno o due secondi, ma questa patologia può essere molto debilitante. Di solito si localizzano su un lato della faccia, ma in rari casi possono essere bilaterali. Gli attacchi dolorosi possono verificarsi spontaneamente, ma sono più spesso associati a uno stimolo specifico in un’ “area di innesco.” I trigger points più comuni sono il sopracciglio per il dolore localizzato alla branca oftalmica, il labbro superiore per il coinvolgimento della branca mascellare e i molari inferiori per il dolore localizzato alla branca mandibolare. Gli stimoli sensoriali determinati dal tatto, dal freddo, dal vento, l’atto del parlare o del masticare possono favorire la comparsa degli attacchi. Gli intervalli liberi senza dolore hanno una durata compresa tra i minuti e le settimane, ma la remissione spontanea a lungo termine è rara. Gli attacchi cessano durante il sonno, ma spesso si verificano al risveglio. Questa costellazione di sintomi consente di fare la diagnosi.
Trattamento
Farmacologico
Il trattamento primario della nevralgia trigeminale è di tipo farmacologico. La maggior parte dei pazienti ottiene sollievo, almeno inizialmente, entro 30 minuti dalla somministrazione di carbamazepina (Tegretol®) o oxcarbazepina (Trileptal®). Questi farmaci a volte hanno effetti collaterali, tra i quali la sonnolenza o l’incremento ponderale. Se questi farmaci sono inefficaci o hanno effetti collaterali intollerabili, è possibile utilizzarne di diversi.
Chirurgico
In caso di trattamento farmacologico inefficace, è indicato l’intervento chirurgico. Il trattamento di prima scelta è in genere la decompressione microvascolare (MVD), in quanto ha il più alto tasso di successo sia a breve sia a lungo termine. Per i pazienti che non sono candidabili all’intervento chirurgico a causa dell’età avanzata o di altre comorbidità si possono prendere in considerazione diverse opzioni meno invasive. La rizotomia trigeminale percutanea con radiofrequenze, la rizotomia con glicerolo, la compressione con palloncino e la radiochirurgia stereotassica mediante Gamma Knife sono tutte buone opzioni. Le tecniche di neurostimolazione, come la stimolazione delle branche trigeminali, la stimolazione del midollo cervicale alto e la stimolazione della corteccia motoria, possono essere utilizzate quando gli altri trattamenti si sono rivelati inefficaci.

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